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Comune di Rocca di Cave

Tempietto votivo della Madonna della Neve

Ai margini dell’abitato, nella parte più alta del paese, immersa in un bosco di pini, sorge il Tempietto votivo dedicato alla Madonna della Neve, a cui si accede dopo una lunga e ripida scalinata. Di modeste dimensioni (con un solo altare), pianta quadrata e tetto ad unico spiovente, il tempietto presenta una struttura essenziale, con muratura a vista. Venne usata quale rifugio dalla popolazione locale, negli anni dell’ultima guerra mondiale, come riporta l’iscrizione celebrativa della costruzione dell’edificio sopra l’architrave in travertino della porta di accesso. Il tempietto fu eretto nel 1944, in onore dello scampato pericolo durante l’occupazione tedesca del febbraio dello stesso anno. Già esisteva nello stesso luogo una cappellina dedicata sempre alla Madonna della Neve, che il Federici ricorda edificata nella seconda metà dell’Ottocento dal cappuccino Padre Vincenzo da Porto Maurizio, arciprete della chiesa di S. Nicola fino al 1882. L’edificio versava però in stato di grave degrado, cosicchè in occasione della miracolosa salvezza del 1944, la popolazione fece voto di “riedificare la crollante chiesetta”. Il 5 settembre venne istituito un apposito Comitato per raccogliere i fondi necessari all’operazione, che venne conclusa nel mese di settembre. Nessuna testimonianza rimane della primitiva costruzione. Sulla parete d’altare è la tela ad olio della maestosa figura della Vergine, con il Bambino benedicente in braccio che procede tra le nuvole colme di neve. Ai suoi piedi è il paesaggio montano innevato in fondo al quale compare il paese di Rocca di Cave. La firma dell’autore, la data e il luogo di esecuzione (Roma) sono dipinti in baso a sinistra. Il dipinto venne commissionato al pittore romano dopo l’erezione della nuova cappella della Madonna della Neve. L’opera riveste un valore puramente devozionale e mostra una eccessiva semplificazione compositiva, tipica dell’arte religiosa di questo periodo. Nel 1960 in presenza dell’allora Ministro della Difesa, Giulio Andreotti e del Vescovo Aloisi Masella, il tempietto assunse il ruolo di sacrario dedicato ai caduti di tutte le guerre. (testo a cura dell’Arch. P. W. Di Paola – Bibliografia: AA.VV., Patrimonio artistico e monumentale dei monti Sabini, Tiburtini, Cornicolani e Prenestini, XI Comunità Montana del Lazio, Grafica S. Federici & G. Greco Design, Roma, 1995)

 

VOTIVE TEMPLE OF THE VIRGIN OF THE SNOW At the edge of town, in the upper part of the village, nestled in a pine forest, there is the votive temple dedicated to the Virgin of the Snow, which can be reached after a long and steep staircase. Modest in size (with only one altar), square-shaped and with a single pitched roof, the temple has a basic structure with brickwork. It was used as a refuge by the local population, during the World War II, as reported by the inscription celebrating the construction of the building above the lintel travertine access port. The temple was built in 1944, in honor of the narrow escape during the German occupation in the February of the same year. A chapel dedicated to the Virgin of the snow already existed in the same place, built by father Vincenzo da Porto Maurizio, archpriest of St. Nicholas Church until 1882, in the second half of the 9th century (as Federici tells). The building, however, was severely damaged, and after of the miraculous salvation in 1944, the population vowed to ” rebuild the crumbling church”. On September 5, a special committee was established to raise funds for the operation, which was concluded in September. No evidence remains of the original building. On the wall behind the altar, there is the oil painting of the majestic figure of the Virgin, with the blessing Child in her arms, proceding through the clouds full of snow. At his feet is the snowy mountain landscape where we can find a Rocca di Cave village representation. The signature of the author, the date and the place of execution (Rome) are painted lower left. The painting was commissioned the Roman painter after the erection of the new chapel of Virgin of the Snow. The work is purely devotional and shows an oversimplification of composition, typical of religious art of this period. In 1960, at the presence of the Defense Minister, Giulio Andreotti and the Bishop Aloisi Masella, the small temple became shrine dedicated to the fallen of all wars.