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Comune di Rocca di Cave

Chiesa di san Nicola Vescovo

Eletto protettore della comunità di Rocca di Cave già nel secolo XII, grazie all’introduzione del suo culto da parte delle Monache di S. Maria in via Lata, S. Nicola di Bari era venerato in una piccola chiesa all’interno del borgo, accanto all’antico Castello. Andata progressivamente in rovina e divenuta inadatta a contenere l’aumentata popolazione, questa antica costruzione cessò di essere officiata intorno al 1760, quando si era ormai a buon punto nella costruzione della nuova chiesa dedicata al Santo patrono e posta nella contrada “Valle”. Già dal 1747 la Comunità aveva iniziato le pratiche per la nuova chiesa, e tutti avevano offerto la propria collaborazione: gli ecclesiastici avrebbero provveduto alla calce e al legname, il Comune alla pozzolana, i cittadini a prestare le opere. I lavori presero il via nel 1750 sotto la direzione dell’architetto Carlo Antonini, ma furono condotti con lentezza tra notevoli difficoltà economiche. La prima pietra fu posta il 14 settembre 1752 dall’arciprete don Francesco Torquato Simeoni e l’edificio fu benedetto il 25 giugno 1769 dal vicario generale di Palestrina Mons. Giacinto Pescetti, ma fu consacrato solo il 7 agosto 1777 da Mons. Girolamo Volpi arcivescovo di Neocesarea, cittadino di Bari, con il consenso del vescovo Girolamo Spinola. Sotto l’altare maggiore furono poste le reliquie dei Santi martiri Giustino, Zosimo, Valerio e Superco. La chiesa si presenta di modeste dimensioni. Vi si accede attraverso una bella scalinata, ha una sola navata con altare maggiore, presbiterio, due cappelle, quattro altari secondari e campanile con tre campane: la mezzana risale al 1825, le altre due furono fuse nel 1875. La facciata della chiesa si ispira alla tipologia romana della chiesa del Gesù di Giacomo Vignola, con la divisione in due ordini e timpano con volute laterali, molto diffusa nei secoli XVII e XVIII. L’ordine inferiore è segnato da paraste. Nonostante le modeste dimensioni, l’interno della chiesa è ampio e luminoso, sia per la notevole verticalità dell’alzato che per la luce proveniente dalle finestre aperte sulla spaziosa volta a botte. Le pareti sono movimentate da paraste e dalla doppia cornice marcapiano aggettante, dipinta di bianco e in contrasto cromatico con le pareti, più scure. Dietro l’arco trionfale è la zona presbiteriale a terminazione rettilinea, dov’è la grande tela del pittore viterbese Domenico Corvi raffigurante S. Nicola di Bari che riceve dalla Vergine il pallio arcivescovile; sullo sfondo del dipinto il borgo di Rocca di Cave. E’ datata 1795 e probabilmente contemporanea al complemento dell’edificio, avvenuto sotto Filippo III Colonna, signore di Rocca di Cave. Le decorazioni pittoriche dell’edificio, oggi coperte da vari strati di ridipinture e intonaco erano opera del pittore Antonio Fabioni, come risulta da un dettagliatissimo resoconto del parroco don Gioacchino Simeoni, riportato dal Federici. Una cappella è dedicata a Maria SS.ma Assunta in Cielo; l’altra, posta a sinistra di chi entra, dedicata al S. Cuore e al Cristo morto, è stata trasformata nel monumento funebre di mons. Agapito Simeoni, la cui salma vi fu tumulata nel maggio 1978. Questa cappella fu arricchita, a spese di Gabriele Simeoni e consorte, di pregiati marmi e di un gruppo marmoreo, raffigurante la Pietà, opera di Gabriele Jagnocco. Gli altari secondari della Madonna della Divina Provvidenza, di San Giuseppe, di Sant’Antonio Abate, e di Sant’Antonio di Padova sono in muratura, mentre il maggiore è di marmo. La primitiva immagine della Madonna della Divina Provvidenza, che si venerava dal 1820, fu distrutta dal fuoco. Venne realizzata una riproduzione in maiolica, tuttora conservata, ma all’altare è in venerazione una copia dell’originale di Scipione Pulzone, eseguita da Ortensio Gionfra e inaugurata nel 1983. Nel 1872 fu praticato uno scavo nell’altare maggiore per riporvi il corpo di Sant’Eufrosina, donato dal Papa. Una lapide a destra dello stesso altare ne dà conferma. (testo a cura dell’Arch. P. W. Di Paola)

CHURCH OF SAINT NICHOLAS BISHOP The cult of St. Nicholas of Bari was introduced in Rocca di Cave by the nuns of Santa Maria in Via Lata, and this saint was already elected patron of the community in the 12th century, and so worshiped in a small church in the village, next ancient Castle. This ancient building ceased to be officiated around 1760, when it was going progressively ruined and becoming unfit to hold the increased population: the construction of the new church dedicated to the patron saint was already well advanced in and placed in the district “Valle”. Already since 1747, the community had started the work for the new church, and all the people had offered their collaboration: the clergy would have provided for the lime and the lumber, the municipality to pozzolan, citizens to pay the works. The work started in 1750 under the supervision of the architect Carlo Antonini, but but they proceeded slowly because of economic difficulties. The foundation stone was laid on September 14, 1752, by the archpriest Don Francesco Simeoni Torquato and the building was blessed in June 25, 1769, by the vicar general of Palestrina Mons. Giacinto Pescetti, but it was only consecrated, with the consent of the bishop Jerome Spinola, in 7 August 1777 by Mons. Girolamo Volpi Archbishop of Neocaesarea, citizen of Bari. The relics of Saints Martyrs Justin, Zosimus, Valerio and Superco are preserved under the main altar. The church has not big dimension: it is reached via a beautiful staircase, has a single nave and altar, a chancel, two chapels, four secondary altars and a bell tower with three bells: the middle one dates back to 1825, the other were melted in 1875. The façade of the church refers the type of the Roman Church of Jesus by Giacomo Vignola, with his division into two orders and eardrum with side scrolls, widespread in the 17th and 18th centuries. The lower order is marked by pilasters. Despite the small size, the interior is spacious and bright, because the church has a considerable vertical development and because of the light that coming through the open windows on the large barrel vault. The walls are enlivened by “paraste” and double skirt roof jutting, painted in white and in color contrast with the darker walls. Behind the triumphal arch is the rectangular presbytery, where there is a large canvas of the painter Domenico Corvi from Viterbo dicturing St. Nicholas of Bari that receives the Archbishop pallium by the Virgin; in the background of the painting is represented the village of Rocca di Cave. The painting is dated 1795 and probably contemporary with the end of construction of the building, which occurred under Philip III Colonna, lord of Rocca di Cave. The painted decoration of the building are now covered by several layers of repainting and plaster and they were painted by Antonio Fabioni, as shown by a detailed rundown of the parish priest, Father Joachim Simeoni, reported by Federici. A chapel is dedicated to the Blessed Mary of the Assumption; the other, on the left side of the entrance, is dedicated to the Sacro Cuore and to the Cristo Morto, later transformed in the tomb of Mons. Agapito Simeoni, whose body was buried in May 1978. This chapel was enriched with precious marble and a sculpture depicting the Pietà, made by Gabriele Jagnocco, and costs were incurred by Gabriele Simeoni and his wife. The secondary altars in honor of the “Madonna della Divina Provvidenza”, St. Joseph, St. Anthony Abbot and St. Anthony of Padua are made in masonry, while the highest is made of marble. The original image of the “Madonna della Divina Provvidenza”, that was worshiped from 1820, was destroyed by fire and so it was replaced with majolica reproduction, still preserved, but in the main altar is located a copy of the original veneration of Scipio Pulzone, performed by Ortensio Gionfra and inaugurated in 1983. In 1872 an excavation was practiced in the main altar to place the body of Saint Eufrosina, donated by