La distanza delle stelle: storia di una misura difficile” e serata osservativa “Dal Cigno all’ Aquila gli splendori del grande Triangolo”

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La serata osservativa sarà preceduta dallo spettacolo al planetario “La distanza delle stelle: storia di una misura difficile” e dalla conferenza “I più antichi resti fossili umani nel Lazio”, tenuta dal prof. Giorgio Manzi (Università Sapienza, Roma) 
 
 
 

Il Dipartimento di Scienze di Roma Tre (Dipartimento di Eccellenza italiano), in collaborazione con il Comune di Rocca di Cave e il Gruppo Astrofili CDS-Hipparcos, organizza il’18 luglio lo spettacolo al planetario “La distanza delle stelle: storia di una misura difficile” e la serata osservativa “Dal Cigno all’Aquila gli splendori del grande Triangolo”. Alle ore 18,45, inoltre, l’incontro con il prof. Giorgio Manzi, Accademico dei Lincei, che terrà una conferenza su “I più antichi resti fossili umani nel Lazio”.  L’attività si svolgerà presso il planetario del Museo Geopaleontologico “Ardito Desio” di Rocca di Cave (RM), via del Colle pozzo, n. 1.

Si inizierà alle 17.00 con lo spettacolo “La distanza delle stelle: storia di una misura difficile”. La distanza delle stelle è rimasta sconosciuta per circa duemila anni, almeno da quando l’astronomo greco Aristarco di Samo (310-230 A.C.) si pose il problema di misurarla, ipotizzando per primo la teoria eliocentrica. Nell’Arenario di Archimede, che riporta l’ipotesi di Aristarco, si osserva che la distanza delle stelle rispetto al Sole debba essere enormemente grande, per giustificare l’assenza del fenomeno di spostamento apparente, che si dovrebbe osservare annualmente, per effetto dell’orbita della Terra. Il problema della misura fu ripreso dagli astronomi, con maggiore speranza di successo, con lo sviluppo degli strumenti astronomici dopo la scoperta del cannocchiale (Galilei 1610). Si dovrà attendere il 1838 quando l’astronomo tedesco W. F. Bessell poté, con uno strumento molto perfezionato, compiere la prima misura della distanza di 61 Cygni, una stella doppia, misurandone la cosiddetta “parallasse”, l’angolo dello spostamento annuale apparente rispetto alle stelle più remote (un angolo piccolissimo, pari 0,3 secondi d’arco, corrispondente a una distanza dal Sole di circa 10 a.l.). 

Dalle 18,45 alle 20.00 si svolgerà la Conferenza: “I più antichi resti fossili umani nel Lazio”, prof. Giorgio Manzi (Università La Sapienza, Roma).

Ceprano, Saccopastore, Guattari, ma anche Cava Pompi, Castel di Guido, Casal de’ Pazzi, Sedia del Diavolo, Grotta Breuil e altri nomi ancora sono familiari a molti di noi come toponimi della nostra regione e della stessa città di Roma, ma forse pochi sanno che corrispondono anche a siti preistorici da cui provengono alcuni fra i più importanti resti fossili dell’evoluzione umana in Europa, documenti diretti di antichissime fasi di popolamento delle terre a nord del Mediterraneo da parte di specie diverse dalla nostra. Attraverso questi reperti possiamo seguire il percorso nel tempo profondo di cacciatori-raccoglitori dalla fisionomia ancora arcaica e poi sempre più prossima al tipo umano che tutti conosciamo come Neanderthal. Poi arrivò Homo sapiens. Giorgio Manzi è professore ordinario alla Sapienza Università di Roma, direttore del Museo di Antropologia ‘G. Sergi’ e accademico dei Lincei, la sua produzione scientifica riguarda perlopiù temi di evoluzione umana, morfologia ecologica e biologia di popolazioni umane antiche. Noto anche come divulgatore scientifico, cura una rubrica mensile su Le Scienze; fra i libri: Il grande racconto dell’evoluzione umana (Il Mulino, 2013, 2018), Ultime notizie sull’evoluzione umana (Il Mulino, 2017).

Alle 21.45 inizierà la serata osservativa “Dal Cigno all’Aquila: gli splendori del grande Triangolo”

La serata è dedicata alla conoscenza del cielo dell’inizio estate. Verso le 22, spicca verso Sud l’inconfondibile disegno dello Scorpione, con le tre brillanti stelle delle Chele e la supergigante rossa Antares. Antica costellazione di origine mesopotamica, si rinviene rappresentata frequentemente, con altri simboli astrali, nei Kudurru, steli divisorie di confine, nella terra dei due Fiumi.  Poco oltre il meridiano verso ovest le due stelle che rappresentano i piatti della Bilancia, la costellazione voluta da Augusto come rappresentazione di Astrea, la dea della Giustizia. Ormai alte, a nordest si vedono le brillanti Vega, Deneb e Altair, che disegnano il grande Triangolo celeste della stagione estiva, attraversato diagonalmente dalla parte più brillante della Via Lattea. Le costellazioni del Cigno e dell’Aquila rappresentano nella mitologia astrale greco-romana, altrettante metamorfosi di Giove. La lucida del Cigno è una supergigante azzurra, distante circa 2600 a.l. dal Sole, con un diametro di oltre duecento volte quello del Sole.

Verso lo zenith si staglia Ercole, con il quadrilatero centrale della costellazione, riconoscibile lungo l’allineamento che unisce Vega ad Alphecca (Corona Bor) alla brillantissima Arturo in Bootes.Sopra lo Scorpione una grande ellisse di stelle definisce la costellazione di Ofiuco, il Serpentario, la cui stella più brillante disegna nel cielo estivo, insieme alle lucide di Lyra e Aquila, un secondo triangolo. 

NOTA BENE: Per ragioni di contenimento del Covid-19 tutte le attività sono su prenotazione, inoltre è cortesemente richiesto di presentarsi muniti di mascherina chirurgica. La serata osservativa verrà svolta nel piazzale del Planetario.

COSTI: spettacolo al Planetario e Conferenza del Prof. Manzi 5 €, Serata osservativa 6 €, combinazione di 2 attività 8 € (ingresso gratuito bambini fino a 7 anni e persone con disabilità).

TUTTE LE ATTIVITA’ SONO SU PRENOTAZIONE: Inviare una mail a info.hipparcos@gmail.com indicando nome, numero di partecipanti e recapito telefonico.

APPUNTAMENTO:
L’ appuntamento  è presso la sede in Via del Colle Pozzo,1, Rocca di Cave, RM

ATTENZIONE:
Le serate si svolgono a 1000 metri di quota, pertanto SI CONSIGLIA UN ABBIGLIAMENTO ADEGUATO ALL’ALTA QUOTA.

IN CASO DI MALTEMPO LA SERATA VERRÀ RIMANDATA. In questo caso riceverete un avviso entro le 24 ore precedenti via newsletter (se iscritti).

In caso di dubbi potete contattare lo staff del Museo attraverso la mail o il numero:

Segreteria Museo: 3355827864
Email: info.hipparcos@gmail.com